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Tributi, Canoni e Tariffe comunali » IMIS (in vigore dal 2015)

IMIS - Imposta immobiliare semplice

di Martedì, 05 Maggio 2015 - Ultima modifica: Martedì, 10 Ottobre 2017
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GUIDA ALL’IMIS

A partire dal 2015 è stata istituita l’Imposta immobiliare semplice (IM.I.S.). Questo tributo si applica solo nei Comuni trentini. Sostituisce l’Imposta municipale propria (I.MU.P.) e la Tassa per i servizi indivisibili (TA.S.I.) ed è stato introdotto per semplificare gli adempimenti in capo ai contribuenti. Di seguito si forniscono in sintesi le principali “istruzioni per l’uso”.

Chi deve pagare?

Il proprietario o il titolare di altro diritto reale (uso, usufrutto, abitazione, superficie ed enfiteusi) sugli immobili di ogni tipo e sulle aree edificabili. Con riferimento a queste ultime devono pagare anche i coltivatori diretti/imprenditori agricoli a titolo principale.

Se più persone sono titolari del medesimo diritto reale sul medesimo immobile ogni contitolare deve pagare l’imposta in proporzione alla propria quota di diritto reale (es. marito e moglie proprietari in parti uguali della casa in cui vivono pagano l’imposta metà per ciascuno).

Per i beni immobili sui quali sono costituiti diritti di godimento a tempo parziale (MULTIPROPRIETÀ) e per gli immobili condominiali e dei centri commerciali a proprietà indivisa, il versamento dell'IMIS è effettuato da chi amministra il bene.

Chi non deve pagare per esenzioni/esclusioni?
  • I proprietari o titolari di altro diritto reale sui terreni destinati ad uso agricolo o silvo-pastorale;
  • I proprietari di fabbricati concessi in comodato alla Provincia, ai Comuni e ad altri enti pubblici per l’esercizio di funzioni, servizi o attività pubbliche;
  • Le ONLUS per gli immobili posseduti.

Non è dovuto il pagamento dell’imposta per importi inferiori o uguali a € 15,00.

Quando si paga?

Il versamento dell’imposta è dovuto in due rate: la prima rata scade il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre.

Come si paga?

L’imposta può essere pagata utilizzando il modello F24. Il modello va consegnato a qualsiasi banca o ufficio postale. Il codice ISTAT del Comune di Mezzana è F168; i codici tributo per il versamento della nuova imposta sono i seguenti:

  • 3990 - IMIS su abitazione principale
  • 3991 - IMIS per altri fabbricati abitativi
  • 3992 - IMIS per altri fabbricati
  • 3993 - IMIS per aree edificabili
  • 3996 - IMIS per sanzioni ed interessi da ravvedimento operoso

Solo per versamenti dall'estero è possibile effettuare il bonifico bancario: cod. BIC/SWIFT CCRTIT2T43A - cod. IBAN IT87N0816335010000500541111. Nella causale di versamento indicare "Codice Fiscale contribuente - IMIS anno...", specificando se si tratta di acconto, saldo o versamento unico.

Come si calcola?

Per i fabbricati in generale: il calcolo dell’imposta corrisponde al prodotto aliquota X valore catastale. L’aliquota è scelta dal Comune (si veda la sezione aliquote deliberate dal Comune). Il valore catastale corrisponde al prodotto rendita catastale X coefficiente moltiplicatore fissato in legge. Il valore catastale ai fini IMIS è indicato negli estratti catastali.

Questi i moltiplicatori previsti (ATTENZIONE: alla rendita catastale NON va applicata la rivalutazione del 5%):

  • 168 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, a eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale A/10, e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
  • 147 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 84 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
  • 68,25 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, a eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;
  • 57,75 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

Per l’abitazione principale e fabbricati assimilati all’abitazione principale: a partire dall'anno 2016 l'abitazione principale, le fattispecie assimilate e le relative pertinenze (massimo due in categoria catastale C/2, C/6, C/7), sono esenti dall'IMIS tranne i fabbricati inclusi nelle categorie catastali A/1, A/8 e A9.

Per abitazione principale si intende il fabbricato nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la residenza anagrafica in immobili diversi, le modalità di applicazione dell’imposta per questa fattispecie e per le relative pertinenze si applicano ad un solo immobile; per residenze anagrafiche fissate in immobili diversi situati nel territorio provinciale, si intende per abitazione principale quella in cui, se presenti, pongono la residenza i componenti minorenni del nucleo familiare.

Si ricordano di seguito i principali casi di assimilazione:

  1. unità immobiliari possedute dalle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale;
  2. casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  3. fabbricato abitativo assegnato al genitore cui un provvedimento giudiziale ha riconosciuto l’affidamento dei figli, nel quale tale genitore fissi la dimora abituale e la residenza anagrafica;
  4. unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa rimanga a disposizione o venga utilizzata a titolo non oneroso;
  5. cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE che abbiano maturato nel paese di residenza il diritto alla pensione;

Relativamente all’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) che la utilizzano come abitazione principale e che in essa pongono la residenza anagrafica e la dimora abituale, è prevista un’aliquota agevolata rispetto all’aliquota stabilita per i fabbricati abitativi diversi dall’abitazione principale. L’agevolazione è fissata per un solo fabbricato abitativo. L’aliquota agevolata si applica anche alle eventuali pertinenze, nella misura massima di due unità complessive classificate nelle categorie catastali C2, C6 o C7.

Per le aree edificabili e situazioni assimilate: il calcolo dell’imposta corrisponde al prodotto aliquota X valore dell’area edificabile. L’aliquota è scelta dal Comune. Il valore dell’area edificabile corrisponde al prodotto tra valore in commercio a metro quadro X metri quadri dell’area. Il Comune ha individuato i valori di riferimento per metro quadro delle aree edificabili suddividendo in zone omogenee il territorio comunale. Si riportano in questa sezione i valori per metro quadro relativi alle diverse zone territoriali. Per maggiori approfondimenti si rinvia alla delibera pubblicata sul sito del Comune.

Per area edificabile si intende l'area utilizzabile a qualsiasi scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale comunale. Per scopo edificatorio si intende la possibilità anche solo potenziale di realizzare fabbricati o ampliamenti di fabbricati. Un terreno si considera edificabile con l’adozione preliminare dello strumento urbanistico comunale.

Si considerano assimilati ad area edificabile:

  1. i fabbricati iscritti catastalmente nelle categorie F3 ed F4, nelle more dell’accatastamento definitivo;
  2. i fabbricati oggetto di demolizione o di interventi di recupero;
  3. le aree durante l’effettuazione dei lavori di edificazione, indipendentemente dalla tipologia dei fabbricati realizzati.

Per i fabbricati strumentali all’agricoltura: questa tipologia di fabbricato gode di un regime agevolato mediante il riconoscimento di una deduzione di € 1.500,00 per il periodo d’imposta 2017, da applicarsi sulla rendita catastale del fabbricato.

Per fabbricato strumentale all’agricoltura si intende il fabbricato censito al catasto in categoria D10 ovvero per il quale sussiste l’annotazione catastale di ruralità.
Chi gode di riduzioni/agevolazioni?

Il proprietario o il titolare di altro diritto reale su fabbricati di interesse storico o artistico e su fabbricati riconosciuti come inagibili ed inabitabili gode di una riduzione della base imponibile (valore catastale) nella misura del 50% ma senza possibilità di cumulo tra le due fattispecie.

Cosa succede se non si è ricevuto il modello precompilato?

Il modello precompilato è uno strumento previsto al fine esclusivo di aiutare il cittadino nel pagamento dell’imposta. Il mancato ricevimento del modello precompilato non libera il cittadino dal pagamento. E’ opportuno che il cittadino segnali al Comune il mancato ricevimento del modello precompilato al fine di individuare la causa del disservizio.

L’IMIS in rapporto ai tributi erariali

a) In rapporto all’IRES: ai sensi dell’articolo 14 comma 1 del D.L.vo n. 23/2011, come modificato dall’articolo 1 comma 9ter del D.L. n. 4/2015 (convertito dalla L. n. 34/2015), l’IM.I.S., esattamente come accadeva con l’I.MU.P., è deducibile dall’I.RE.S. nella misura del 20%.

b) In rapporto all’IRPEF: per quanto concerne l’effetto sostitutivo previsto per l’IM.U.P. rispetto all’I.R.Pe.F. dall’articolo 8 comma 1 del D.L.vo n. 23/2011, l’articolo 1 comma 12 della L. n. 208/2015 (che modifica appunto l’articolo 8 comma 1 del D.L.vo n. 23/2011) è sancita (a partire dal periodo d’imposta 2015) a livello normativo l’equivalenza dell’IM.I.S. (e dell’I.M.I. in vigore nella provincia Autonoma di Bolzano) all’I.MU.P. in materia di rapporti con l’I.R.Pe.F. In specie, il pagamento dell’IM.I.S. per un fabbricato abitativo non destinato ad abitazione principale comporta l’esenzione dall’I.R.Pe.F. se il fabbricato non è situato nello stesso Comune di residenza del contribuente, e la riduzione al 50% della base imponibile se il fabbricato è situato nello stesso Comune di residenza (articolo 9 comma 9 del medesimo D.L.vo n. 23/2011). La norma conferma l’interpretazione già fornita in questo senso dal M.E.F. con nota n. prot. 10643 dd. 22 aprile 2015.

Per completezza si ricorda inoltre che, in base alle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate (consultabili sul sito dell’Agenzia stessa) in materia di presupposti e modalità di utilizzo e compilazione del Modello F24, un debito relativo a tributi locali può essere sempre compensato con un credito derivante da tributi erariali comunque denominati e quantificati nella relativa dichiarazione (ad esempio il Quadro I del mod. 730). Viceversa, il credito relativo a tributi locali non può mai essere compensato con debiti relativi a tributi erariali. L’IM.I.S., stante la sua natura di tributo locale, ricade in queste previsioni generali.

Per quanto fin qui non trattato si rinvia al Regolamento comunale.